Sindrome delle gambe senza riposo Quando si parla di sindrome delle gambe senza riposo (spesso indicata con la sigla Rls) si fa riferimento a un disturbo neurologico che si manifesta durante il sonno e che porta il paziente affetto dal disturbo a desiderare di muovere le gambe in maniera irrefrenabile, come se si trattasse dell’unico rimedio – apparente – per non soffrire, per trovare sollievo e non provare fitte, fastidi e dolore agli arti inferiori.

La forma primaria di tale disturbo, probabilmente, ha origine ereditaria, con la trasmissione che avviene attraverso un meccanismo autosomico. La forma secondaria, invece, può essere provocata da uremia, morbo di Parkinson, carenza di ferro, celiachia, carenza di folati, diabete, amiloidosi, malattia di Lyme, artrite reumatoide e malattie renali.

Per quel che riguarda i sintomi, occorre specificare che i pazienti interessati dalla sindrome non sempre sono in grado di indicarli con precisione: essi, comunque, possono essere individuati in movimenti delle gambe incontrollati, contrazioni degli arti inferiori durante la notte, formicolii alle gambe, irrequietezza motoria, solletico, prurito e bisogno di muovere i piedi.

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E’ bene specificare, d’altra parte, che allo stato attuale non esiste alcun test diagnostico in grado di accertare con la massima affidabilità l’esistenza della sindrome. Essa, in ogni caso, può essere curata o alleviata tramite oppioidi, anti-epilettici, farmaci ansiolitici e anti-Parkinson nel caso in cui il disturbo comprometta la qualità del sonno in maniera grave.

Se esso è originato da una carenza di ferro, si potrà intervenire sull’alimentazione o sull’uso di integratori di ferro. Può anche sussistere, per altro, l’eventualità che la Rls sia provocata dall’utilizzo di determinati farmaci: in questo caso sarà sufficiente intervenire sulla posologia, o, se possibile, sostituire direttamente i farmaci con prodotti dagli effetti simili.

Nota anche come sindrome di Ekbom, la sindrome delle gambe senza riposo determina disturbi motori e sintomi sensoriali sulle gambe, e viene inserita nell’elenco dei disturbi del sonno in quanto si presenta specialmente mentre si dorme. La sigla Rls deriva dalla definizione inglese, Restless Legs Syndrome: l’espressione fu coniata da un neurologo svedese negli anni Quaranta.

Si tratta di una patologia dall’esordio subdolo, che tuttavia può determinare disagi e sofferenze anche gravi, che compromettono in maniera seria la qualità della vita. Talvolta ai movimenti delle gambe si associano anche movimenti involontari delle braccia; non mancano, poi, fastidiosi disturbi di sensibilità alle gambe, e prurito. Poiché nella maggior parte dei casi il disturbo non viene diagnosticato con precisione, non esistono dati statistici esatti a proposito dell’incidenza reale: si può comunque individuare il numero di persone colpite tra il tre e il nove per cento della popolazione mondiale, tenendo conto, per altro, che la prevalenza della malattia fa segnare un incremento notevole all’aumentare dell’età: nella maggior parte dei casi, infatti, i sintomi si palesano dopo i quarant’anni, divenendo sempre più evidenti.

La Rls può essere suddivisa in due varianti. La cosiddetta forma idiopatica, o primitiva, si caratterizza per un’insorgenza piuttosto lenta, e spesso non può essere correlata ad alcuna ragione specifica (il che, ovviamente, rappresenta un problema). Viene trasmessa geneticamente, e tende a peggiorare con il passare degli anni. La forma secondaria, invece, si presenta in pazienti con più di quaranta anni, ed è il risultato di determinate condizioni cliniche o di una specifica terapia farmacologica. Si presenta, di norma, in maniera improvvisa, e non di rado colpisce il soggetto anche di giorno.

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Tra i motivi più diffusi alla base della comparsa della sindrome si segnala la carenza di ferro, con una quantità di ferritina nel sangue inferiore ai venti microgrammi per ogni litro. Il ferro, infatti, rappresenta il cofattore essenziale per la comparsa di un precursore della dopamina, chiamato L-dopa. La dopamina, in pratica, è la sostanza che ha il compito di inviare i messaggi presenti all’interno dei distretti cerebrali, i quali controllano a loro volta la coordinazione e il movimento.

L’assenza di ferro fa sì che la sintesi di L-dopa non venga eseguita in maniera corretta: per questo motivo la Rls è determinata anche dalla carenza di ferro. Per lo stesso motivo, chi dona il sangue molto frequentemente (non in Italia, dove le donazioni sono severamente regolamentate) può andare incontro a problemi.

Altre patologie associate, oltre a quelle già citate, sono la carenza di vitamina B12, la carenza di magnesio, un’insufficienza venosa, disordini auto-immuni come per esempio la diffusa sindrome di Sjogren, la malattia della tiroide, la radicolopatia lombosacrale o altre patologie del rachide e patologie renali in fase terminale. E’ stato osservato, a questo proposito, che due o tre malati su quattro, colpiti da malattie renali, soprattutto in emodialisi, sono soggetti alla sindrome. I sintomi possono essere alleviati, in tal caso, tramite un trapianto di rene.

Un fattore di rischio che è opportuno tenere in considerazione riguarda la gravidanza, nel senso che circa il trenta per cento delle gestanti è interessata, in maniera più o meno grave, dalla Rls: in questo caso, ovviamente, si tratta nella quasi totalità delle situazioni di un disturbo momentaneo che poche settimane (o anche pochi giorni) dopo il parto regredisce in maniera spontanea. Può essere utile, comunque, ricorrere ad anti-istaminici o anti-depressivi per migliorare leggermente la situazione.

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