varicoceleIl varicocele

è una patologia vascolare che colpisce entrambi i sessi, anche se con incidenza decisamente diversa. La sua comparsa avviene, nella maggior parte dei casi, al termine dell’adolescenza ed è spesso, nell’uomo, asintomatica mentre, nella donna, tende solitamente a manifestarsi come dolore pelvico cronico. Nel maschio l’arteria testicolare, situata in profondità all’interno della cavità addominale, veicola il sangue arterioso verso i testicoli da dove, attraverso il plesso pampiniforme, costituito da piccolissime vene, riprende il percorso inverso, come sangue venoso, attraverso la vena spermatica interna, altrimenti detta vena testicolare. Quando si verifica una dilatazione significativa delle vene del testicolo, si crea una condizione tale per cui il sangue venoso, non ricevendo più la spinta necessaria per risalire verso il cuore, rimane fermo nel testicolo, determinando così la patologia definita come varicocele. Nella femmina ad essere interessata dalla dilatazione è la vena ovarica, con la conseguente stagnazione del sangue venoso a livello del complesso salpingo-ovarico e la presenza di dolori a livello dell’addome inferiore; in questo caso si parla di varicocele pelvico.

A tutt’oggi non sono ancora chiari motivi dell’insorgenza di queste patologie, anche se la medicina moderna propende per la causa congenita; in pratica si ha, nel soggetto che presenta varicocele, una debolezza a livello delle pareti delle vene del testicolo (dell’ovaio nella donna), che rende insufficiente la spinta della pressione sanguigna.
Come detto il varicocele nel maschio può essere asintomatico e venire scoperto solo in seguito a visite andrologiche conseguenti all’infertilità; in altri casi il paziente accusa dolore a causa della forte pressione che il sangue esercita all’altezza del testicolo, soprattutto in conseguenza di molte ore passate in posizione ortostatica o di sforzi molto intensi. Nelle femmine, oltre alle stesse due condizioni, la sintomatologia dolorosa si presenta nel corso del ciclo mestruale o al termine dei rapporti sessuali. Sia nel maschio che nella femmina è proprio la vita sessuale a subire le prime limitazioni, oltre che per il dolore, o la paura di provare dolore, anche per motivazioni esclusivamente psicologiche.

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Diagnosticare

un varicocele maschile non è affatto difficile, a patto che il paziente si presenti al medico per qualche motivo legato all’apparato genitale; sia nel caso dell’infertilità che in quello di dolore ai testicoli, infatti, al medico basterà un esame obiettivo per redigere una diagnosi praticamente certa. Sarà poi sua cura comunque prescrivere un ecodoppler ai testicoli, proprio per valutare il grado della patologia, convenzionalmente definito da uno a cinque. Più complicato il discorso nella femmina, dove la collocazione interna degli organi riproduttivi, la somiglianza della patologia con altre dalla stessa sintomatologia e la scarsa diffusione della malattia, ne fanno l’ultimo pensiero del ginecologo.

Due sono i trattamenti praticati per la risoluzione del varicocele, la scleroembolizzazione percutanea eseguita sotto controllo radiologico e anestesia locale e l’intervento chirurgico vero e proprio al fine di effettuare la sclerotizzazione delle vene dilatate.
La scleroembolizzazione percutanea si ottiene introducendo una sonda nella vena femorale allo scopo di raggiungere le vene del testicolo e iniettare il liquido sclerosante; la stessa tecnica viene adottata per l’eliminazione del varicocele pelvico nella donna. Con la tecnica chirurgica, eseguita in anestesia generale, si procede in laparoscopia o con incisione allo scopo di legare letteralmente il fascio di vene responsabili del varicocele. Le probabilità di successo, e assenza di recidiva, sono, con entrambe le tecniche, ottime.

Nel caso del varicocele, come del varicocele pelvico, non si può parlare di prevenzione, a maggior ragione se, come sembra, il problema è di chiara origine congenita. In ogni caso vale la pena ricordare come vi sia la possibilità che sforzi molto intensi possano sfociare in problematiche di questo tipo, oltre che nelle più classiche ernie.

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