Enuresi notturna L’enuresi, parola che in tradotta dal greco, letteralmente significa “urinare dentro”, non è altro che la classica pipì al letto dei bambini. Ma se la cosa riguarda anche gli adulti, l’incontinenza si può trasformare in patologia. Esaminiamo meglio nei dettagli la questione. Da un punto di vista strettamente medico-fisiologico l’enuresi è il rilascio ripetuto e volontario di urina, senza che vi sia alcun tipo di controllo. Di solito, sempre considerando le dovute eccezioni, un bambino sano impara a fare la pipì nel vasino e quindi impara a gestire e controllare lo stimolo ad urinare intorno ai 5 anni. L’enuresi, infatti, può essere scoperta tra i 5 e gli 8 anni.

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Per curare il problema è necessario rivolgersi a un pediatra specializzato in enuresi, che consiglierà la giusta terapia comportamentale e farmacologica. Sbagliatissimo pensare che questo disturbo sia qualcosa di assolutamente normale nei bambini e che con la crescita scomparirà del tutto. Se non si cura in tempo il problema persisterà anche nell’età adulta. Altro grave errore è continuare a mettere il pannolino ai bimbi che fanno la pipì a letto. Molto grave!

Bisogna invece lasciare che il piccolo reagisca da solo al problema, che impari a gestirlo e a controllarlo. Lasciargli il pannolino durante la notte non gli permetterà di superare il trauma. È utile, in questo caso, non solo l’aiuto del dottore, ma anche un’intensa sinergia tra i genitori che dovranno agire insieme, seguendo la stessa condotta e non perdendo tempo a litigare, questo disorienterebbe solo il bambino. Alcuni medici compilano una scheda di valutazione psico-comportamentale interrogando i genitori su 10 quesiti e sottoponendo il figlio a 13 domande.

Ecco una serie di piccole regole da tenere bene a mente per aiutare vostro figlio ad affrontare e superare il problema: premiare il bambino quando non si fa pipì sotto, fare urinare i bimbi prima di addormentarli, non punirli, non umiliarli, solo dietro prescrizione medica somministrare loro la desmopressina prima del sonno. Si inietta l’ormone antidiuretico, la desmopressina che diminuisce notevolmente la produzione di pipì.

Molte volte può accadere che oltre al disagio psicologico provocato dal non riuscire a fare pipì come i grandi, al bambino si aggiunga l’umiliazione di sentirsi isolato e rifiutato dagli altri. La sofferenza è legata al senso di vergogna e al conseguente conflitto con i genitori. Ecco alcuni consigli pratici. Oltre ai pannolini esistono sul mercato mutandine assorbenti fatte ad hoc per bambini grandi. Essendo estremamente sottili e aderenti, indossate sotto il pigiama, sono comode e non danno nell’occhio. Utile anche l’allarme notturno che suona non appena la mutandina si bagna di urina. Attualmente le più usate sono invece le tecniche di rieducazione vescico-sfinteriali.

Negli adulti l’enuresi notturna può essere considerata o come un disturbo fisiologico oppure come un problema psicologico. Tra le varie cause, il primo posto lo occupano i traumi fisici e le apnee notturne (disturbi del sonno che non permettono una corretta e funzionale respirazione). Ma anche il sonnambulismo, visto sia come malattia mentale che fisica, può essere un motivo dell’enuresi. Gli affetti da sonnambulismo possono uscire dal letto, girare per casa e addirittura uscire per la strada, rimanendo in uno stato di perfetta incoscienza. Le cause di questo disturbo possono essere legate a problemi neurotici, psicotici o nevrotici.

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I medici si dividono, comunque, sul problema dell’enuresi notturna, tra chi sostiene che non è affatto legato a traumi psichici e chi invece porta avanti la tesi che non possono essere solo scompensi fisiologici la causa di un tale disturbo. Si potrebbe, invece, più correttamente parlare di una commistione di fattori psicologici, urologici e ambientali. In ogni caso, sono da esaminare tutti i possibili aspetti medici, come le infezioni urinarie, problemi alla prostata e alla vescica. Secondo le statistiche e gli studi risulta che almeno tre persone ogni cento soffrono, anche solo in un periodo specifico della loro vita, di enuresi notturna, e che la vergogna impedisca loro di confidarsi col proprio medico. Tra i rimedi e i consigli quello di orinare prima di andarea dormire e quello di non ebre troppi liquidi.

Sebbene tra i bambini quest problema sia più diffuso e comporti la sua più facile cura, (ne soffre il 10% dei bimbi fino ai 6 anni, il 7% dai 7 agli 8 anni, il 3% dai 9 ai 12 anni e l’1% fino ai 18 anni). è presente ance negli adulti ed è qui che è più complesso guarirla.

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