la pappa ed il ciuccioIl momento dello svezzamento, la pappa ed il ciuccio rappresentano una fase molto delicata per la crescita di un bambino, che non deve  essere intesa solo come introduzione di cibi nuovi utili sul piano fisico, ma è un momento che determina la prima fase del distacco dalla mamma. Sia che il bimbo sia allattato al seno, che al biberon, è abituato ad introdurre solo latte generalmente in braccio alla mamma.

Cominciare ad introdurre cibo solido e con modalità differenti, come il cucchiaino, le sue mani, le mani di un’altra persona, aiutano il bambino a capire di essere un individuo unico, di non essere solo un’estensione del corpo materno. Proprio per questo, in genere lo svezzamento avviene intorno ai sei mesi, periodo in cui il piccolo inizia ad uscire dalla fase egoica per affermarsi come individuo, e proprio l’introduzione di altri cibi contribuiscono ad accrescere in lui questa nuova consapevolezza.

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Sullo svezzamento ci sono teorie contrastanti. C’è la corrente convinta che il bimbo allattato al seno non debba mangiare altri cibi fino al primo anno di vita. La corrente di pensiero più seguita, vede l’introduzione dello svezzamento a sei mesi, in cui l’apparato digerente è ben formato e capace di iniziare a digerire cibi differenti.

 

La corrente più nuova ed alternativa, invece, vede il bambino come protagonista del proprio svezzamento, che lo classifica pronto ad assaggiare il cibo nel momento in cui comincia ad esprimere desiderio e curiosità nell’assaggiarlo. Ma non solo la pappa solleva questioni e discordia, c’è anche il dilemma irrisolto “ciuccio o non ciuccio”? Se da un lato è uno strumento molto utile per le mamme, che trovano nel ciuccio un valido alleato per tenere a bada i pianti e l’inquietudine dei propri figli, dall’altro lato si rischia di abituare il bambino a consolare le proprie frustrazioni con un surrogato di affetto, disorientandolo.

Se, ad esempio, il bimbo sta piangendo perchè ha bisogno di coccole, ha bisogno di contatto e di giocare, non ha altri modi per esprimersi se non col pianto, ma se la mamma soffoca questo suo pianto con il ciuccio, che pure gli da un piacere, non imparerà a riconoscere i suoi stessi bisogni. In più, delle moderne ricerche mettono in luce, come i bambini a cui è stato somministrato il ciuccio da piccoli sono più propensi all’uso di sigarette, alcolici e droghe in età adulta, perchè già da piccoli hanno dovuto imparare a cercare piaceri sostitutivi per i propri bisogni perchè non hanno imparato a riconoscerli.

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