pertossePERTOSSE, il contagio si verifica direttamente da un individuo ammalato a uno sano, per tramite dell’aria, le gocce di saliva o di muco espulso con la tosse o anche semplicemente col respiro. L’incubazione va dai cinque ai ventuno giorni.

I sintomi

I sintomi principali si manifestano in tre periodi diversi; il primo viene nominato Periodo Catarrale dove compaiono i veri e propri sintomi, che si presentano con, una tosse che sembra banale, come quella provocata da un qualsiasi raffreddore o mal di gola. Il sospetto di pertosse può tuttavia sorgere quando la tosse sia più frequente di notte che di giorno e si accompagni a una leggera tumefazione delle palpebre con arrossamento degli occhi.

Poco a poco, nonostante le cure, la tosse si fa più insistente, più tormentosa, più violenta. Questa fase dura di solito una o due settimane. Periodo Accessuale: compaiono i veri e propri accessi di pertosse.

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Questi accessi possono anche verificarsi un paio di volte soltanto nelle ventiquattro ore, ma possono anche ripetersi decine di volte al giorno e specialmente nelle ore notturne.

Essi sono preceduti da agitazione del bimbo, sternuti, malessere e manifestazioni di angoscia. poi cominciano i colpi di tosse, sempre più ravvicinati, che impediscono all’ammalato di respirare. A un certo punto la tosse si interrompe per un attimo e il piccolo riesce finalmente a inspirare dell’aria.

Questa, passando dalla gola contratta, produce un rumore caratteristico: il cosiddetto “Urlo”.

Dopo questo atto respiratorio l’accesso riprende, e non di rado si conclude con emissioni di mucosità o con vomito.

Periodo catarrale

Periodo di Defervescenza: poco a poco gli accessi perdono le loro caratteristiche più impressionanti, la tosse si trasforma di nuovo in ciò che era nel periodo catarrale e cioè una tosse banale. In due o tre settimane la malattia va un po’ per volta estinguendosi. L’ammalato di pertosse è contagioso sin dall’inizio, anzi soprattutto durante il periodo catarrale.

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Poi la contagiosità  si va attenuando, per estinguersi circa tre settimane dopo la comparsa degli accessi. Per evitarla bisogna innanzitutto evitare la vicinanza a soggetti ammalati; esiste anche un vaccino contro la pertosse, che può essere praticato insieme a quello antidifterico e antitetanico. La decisione della cura spetta naturalmente al medico che può attuare un trattamento antibiotico.

Molto importante è la somministrazione di vitamina C. Durante l’attacco di pertosse sollevate a sedere il bambino e reggetegli la fronte; la somministrazione di un piccolo sorso di un liquido fresco può qualche volta facilitare una più rapida risoluzione dell’accesso. Tuttavia, non è affatto necessario che il piccolo pertossico rimanga tappato in casa; al contrario, sembra che l’aria libera produca sostanzialmente un effetto benefico sull’andamento della malattia.

 

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