candidosi
La candidosi – più comunemente dette “candida” – è un’infezione micotica piuttosto frequente, determinata dalla famiglia di funghi del genere Candida (il più comune è detto “Candida Albicans”). Le infezioni da candida sono molteplici e vanno da quelle più blande, fastidiose ma certo non mortali, come i due tipi di candida più diffusi, quella orale e quella vaginale, fino a quelle più gravi, sistemiche, che possono anche portare alla morte. Si tratta di forme di candida dette “candidemie”, le quali si sviluppano in soggetti affetti da immunodeficienza naturale oppure acquisita, com’è il caso dei malati di AIDS, delle persone già affette da patologie invalidanti (ad esempio i malati di cancro) e di chi ha subito un intervento chirurgico. Le infezioni da candida più leggere si caratterizzano per attaccare pelle e mucose, scatenando infiammazioni pruriginose che determinano un intenso disagio. Questi genere di patologie è a carattere recidivo: se non sono curate bene, tendono a reiterarsi nel tempo. È importante sapere che la candida è un microrganismo che è già presente nel corpo di un essere umano il perfetta salute: come accade per molti altri batteri, il sistema immunitario contiene la sua crescita entro precisi limiti precisi, evitando che proliferi. Il problemi insorgono in caso di sistema immunitario depresso e, nel caso dell’apparato genitale, di ph alterato magari dall’uso di lavande vaginali o detergenti particolarmente aggressivi. Circa il 20% delle donne presenta già microrganismi di candida albicans nella propria vagina, eppure non ha un’infezione in atto né presenta i sintomi della candida, che subentrano quando, complice una flora batterica alterata, questo microrganismo prolifera, moltiplicandosi.

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Cause
Oltre all’uso reiterato di detergenti aggressivi, le condizioni di rischio che possono favorire l’insorgere della candida sono l’uso di pantaloni troppo stretti e di biancheria bagnata o semplicemente umida (un ambiente umido favorisce il prolificare dei batteri, per questo motivo i medici consigliano di asciugare perfettamente la vagina dopo ogni bidè), l’uso di antibiotici, contraccettivi o altre terapie ormonali, la gravidanza e patologie metaboliche come ad esempio il diabete. Anche lo stress incide molto sulla possibilità di sviluppare una candidosi, o, nel caso delle donne, il ciclo mestruale. Si tratta di tutte quelle circostanze che vanno a influire sul sistema immunitario deprimendolo: influenza, mononucleosi, steroidi e un’alimentazione sbilanciata o carente dal punto di vista nutrizionale. Questi fattori predispongono alla candidosi, che per via genitale viene presa soprattutto tramite rapporti sessuali non protetti con partner infetti o portatori sani; mentre la candida vaginale è molto frequente soprattutto tra le donne (si calcola che l’80% ne soffra almeno una volta nella vita), la candida orale è frequente nei portatori di piercing o nei soggetti immuno-depressi.Sintomi
I sintomi della candidosi spesso sono talmente minimi da passare inosservati. La candidosi orale si manifesta generalmente con una patina biancastra sulla lingua e un senso di fastidio o bruciore allorquando si vanno a ingerire sostanze acide come succhi di frutta, o talvolta anche della semplice acqua. La candidosi vaginale spesso negli uomini è asintomatica, mentre nelle donne si manifesta con un forte prurito, bruciore e secrezioni bianche, tipo “ricottina”, dall’odore sgradevole. Nei soggetti affetti da immunodeficienza la candida può diventare sistemica interessando, oltre alla pelle e alle mucose, anche la faringe, il tratto gastrointestinale e la vescica.Diagnosi ed Esami
Nel caso delle candidosi vaginali la diagnosi va fatta da un ginecologo, in tutti gli altri casi da un infettivologo che si servirà del tampore per effettuare un semplice test di laboratorio che consente di individuare e isolare la candida. Il tampone va strofinato sulla zona infetta, quindi incubato per favorire lo sviluppo di colonie batteriche il cui colore e la morfologia consentiranno di identificare il fungo.

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Trattamento
Il trattamento della candida è a base di antimicotici da assumere per via orale, in pillole, oppure, a livello topico, mediante l’applicazione di apposite pomate (ovuli e lavande nel caso di candida vaginale). I principi attivi più utilizzati sono clotrimazolo, fluconazolo e ketoconazolo. La candidosi va curata al meglio per evitare il rischio di ricadute che potrebbero rendere la patologia recidiva, e quindi far sì che si ripresenti ogni qualvolta il sistema immunitario è lievemente depresso; non solo: l’organismo può diventare resistente ai farmaci, che perciò vanno utilizzati per periodi limitati di cura. A volte può rivelarsi utile cambiare principio attivo.

Aspettative
Se non insorgono complicazioni, con l’ausilio di farmaci e l’applicazione delle pomate specifiche la candidosi si risolve nell’arco di dieci giorni/due settimane. Le complicanze più comuni riguardano l’estensione della candidosi ad altre zone del corpo oppure agli organi interni come l’esofago. Ciò tuttavia accade solo nei soggetti gravemente immunodepressi.

Prevenzione
Per prevenire la candidosi occorre innanzitutto adottare le norme igieniche basilari, evitando di indossare troppo a lungo indumenti intimi realizzati con fibre sintetiche e di lavarsi più volte al giorno: i bidè sono consigliati ogni volta che si desidera rinfrescarsi, tuttavia i detergenti intimi vanno usati non più di una volta al giorno; le restanti volte è bene usare solo acqua. È inoltre importante evitare di infettarsi – e di infettare – avendo sempre rapporti protetti ed evitando lo scambio di indumenti intimi.

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