Epicondilite o gomito del tennista businessman with sore elbowL’epicondilite è un disturbo che colpisce tutte quelle persone che quotidianamente mettono a dura prova le braccia, effettuando lavori troppo pesanti o semplicemente adottando posture scorrette nell’utilizzo di tastiere o pianoforti. E’ anche conosciuta come il “gomito del tennista” poiché colpisce soprattutto questi atleti.

E’, in sostanza, un’infiammazione dei tendini collegati al gomito. Si tratta di una patologia che, se non viene curata con immediatezza, può cronicizzarsi e creare disturbi di carattere invalidante. Per prevenirla, i medici consigliano sempre di riscaldare bene i muscoli prima di svolgere un’attività particolarmente pesante.

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Quando il gomito inizia a far male, i movimenti diventano sempre più difficili e provocano dolori, a volte, insopportabili. Nelle forme più gravi, il dolore interessa anche il polso e la mano. Soffrire di epicondilite, quindi, può significare avere difficoltà persino nei movimenti quotidiani di braccia e mani. Sono arti che difficilmente si possono mettere a riposo e quindi l’infiammazione guarisce molto lentamente.

I sintomi per riconoscere questa patologia sono:
• dolore alla parte esterna del gomito, che può interessare anche l’avambraccio e il polso
• debolezza nell’usare il braccio interessato
• difficoltà ad usare la mano per stringere, ad esempio, un panno o girare una chiave
• incapacità di tenere in mano una bottiglia piena d’acqua o un altro oggetto non particolarmente pesante.

Quando si soffre di epicondilite e non si interviene subito per curarla, generalmente i sintomi tendono a peggiorare in tempi brevi. Il dolore diventa presto insopportabile ed invalidante, soprattutto se si continuano a svolgere quelle attività che hanno causato l’infiammazione, magari senza rendersene conto. Si può pensare, per esempio, ad una mamma che tiene spesso in braccio il proprio figliolo, caricando il peso sul braccio. Si tratta di una abitudine sbagliata che potrebbe provocare la flogosi dei tendini di braccia e polsi.

Non appena si riconoscono i primi sintomi del “gomito del tennista” è indispensabile mettere il braccio a riposo, appoggiando sopra l’arto una borsa di ghiaccio per cercare di diminuire l’infiammazione. Si possono utilizzare gli antidolorifici che alleviano i sintomi ma non sono curativi. E’ bene utilizzare anche una benda elastica che comprima la zona interessata. Quando il dolore diminuisce, infine, bisogna sollevare il braccio per prevenire il gonfiore.

Se la situazione non migliora da sola, allora è consigliata una visita dall’ortopedico.

Si deve consultare un medico anche quando non si riesce a piegare il gomito, se c’è febbre o si sospetta la rottura di un osso. In genere, l’epicondilite non ha complicanze particolari ma provoca dolori che può essere difficile guarire. Per questo motivo, spesso serve l’aiuto di un fisioterapista che può eseguire alcuni esercizi per far diminuire il dolore. Per curare la patologia, l’intervento chirurgico rappresenta la soluzione estrema.

Di solito si ci affida appunto alla fisioterapia, agli antinfiammatori o alle infiltrazioni di cortisone. Gli ultrasuoni rappresentano la tecnica più usata, in fisioterapia, per curare questi dolori ed in molti casi risulta essere davvero efficace. Fermo restando che il gomito deve essere tenuto a riposo il più possibile. Meno conosciuta dalla gente comune ma altrettanto efficace è la “tecarterapia” che, con poche sedute, riesce a far scomparire quasi del tutto il dolore. Si tratta di una terapia innovativa, abbastanza costosa, che inizialmente era legata soprattutto all’ambito sportivo, ma oggi si può provare anche presso i migliori centri di fisioterapia.

Molto praticate dagli ortopedici, per curare il “gomito del tennista”, sono le iniezioni di cortisone.

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In sostanza, la medicina viene iniettata direttamente nel tendine per contrastare l’infiammazione. A seconda dei casi, possono servire diverse infiltrazioni. E’ consigliato però non praticarne più di tre, poiché il cortisone a lungo andare può avere effetti negativi sui tendini, indebolendoli maggiormente. Attenzione inoltre al medico che la effettua, perché se non viene praticata bene può non servire a nulla o addirittura peggiorare i sintomi e far aumentare il dolore.

Recenti studi infine hanno dimostrato anche l’efficacia, in campo ortopedico, delle iniezioni di acido ialuronico per curare diverse patologie. Altra soluzione per la cura dell’epicondilite è rappresentata dall’intervento chirurgico, effettuato però nei casi più gravi. Si tratta di un’incisione che viene praticata sulla pelle, all’altezza del gomito, e che permette di ripulire il tendine infiammato.

Se lo ritiene opportuno, il chirurgo può anche decidere di staccare il tendine dall’osso e poi riattaccarlo. Tutto dipende dalla gravità del caso da operare. L’intervento spesso viene praticato in day hospital ma, come tutte le operazioni effettuate in anestesia, può avere rischi e complicazioni. Sarà poi il medico a fornire tutte le informazioni necessarie. E’ importante sapere, però, che anche ad intervento “riuscito”, c’è la possibilità che i sintomi si ripresentino o che i tendini siano lesionati, indebolendo di conseguenza mani e polsi. Per una guarigione completa possono servire comunque diversi mesi.

E’ necessario quindi riflettere bene sulla terapia da preferire per curare l’epicondilite. Per concludere, infine, si evidenzia come tutti i medici suggeriscano sempre di effettuare una sana prevenzione.

Nel caso del gomito del tennista, per esempio, oltre al classico riscaldamento dei muscoli, si può lavorare per aumentare la forza delle braccia. In questo caso, bisogna praticare specifici esercizi di allungamento per non danneggiare i tendini e cercare di tenere i polsi diritti e rigidi quando si solleva un determinato peso.

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