Lesione ai legamenti del ginocchio Lesioni ai legamenti del ginocchio

Quando il ginocchio incorre in vari tipi di infortuni, quasi tutti riguardano i legamenti che non sono altro che cordoni fibrosi che si trovano all’interno di esso.
Due di questi cordoni sono crociati e due sono collaterali.
I primi due si dividono in anteriore e posteriore e mentre il primo si inserisce sull’area prespinale della tibia e si dirige in fuori e verso l’alto del condilo femorale esterno, il secondo si estende dalla faccia femorale del femore, alla zona intercondiloidea posteriore della tibia e risulta molto più robusto del primo legamento.
I legamenti collaterali mediali, vanno dal condilo mediale del femore al condilo mediale della tibia mentre quelli laterali, vanno dal condilo laterale del femore alla superficie laterale della tibia.
I legamenti crociati, risultano avvolti da guaine e questa caratteristica dei legamenti, potrebbe far insorgere dei dubbi, durante la risonanza magnetica perché da un primo esame, si potrebbe notare solo la guaina rimasta integra mentre è quella all’interno che è effettivamente lesionata.

In cosa consiste la lesione dei legamenti

In seguito ad una forte distorsione, il ginocchio può subire degli strappi con la conseguente lesione dei legamenti, cosa che capita spesso a chi pratica sport come calcio o pallacanestro.
La lesione appare maggiore, se quando avviene il trauma, il ginocchio si trova in posizione tesa piuttosto che rilassata.
Può in tal caso avvenire, un versamento articolare che consiste in una raccolta di sangue nel ginocchio cioè l’emartro ma può anche darsi che avvenga una raccolta di liquido sinoviale denominata idrarto.
Entrambe i versamenti, vanno assolutamente eliminati tramite aspirazione detta artrocentesi evacuativa.
Se invece il trauma, riguarda una lesione legamentosa semplice, va fatta assumere al paziente, una condizione di immobilità di tutta la gamba interessata con frequenti appoggi sul ginocchio, di borse di ghiaccio ed assunzioni di farmaci antinfiammatori in caso di dolore.
Questo deve avvenire fino a quando il ginocchio non sarà del tutto sgonfio, segno che il liquido si è riassorbito.

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Cosa avviene in caso di lesione del legamento collaterale mediale

La lesione del legamento collaterale mediale, è data da una distorsione del ginocchio che devia in valgismo e può essere definita sia parziale che completa.
La tumefazione in tal caso, risulta evidente e molto dolorosa e se la lesione è completa, si associa anche una instabilità dell’articolazione.
Il ginocchio in caso di questa specifica distorsione, va immobilizzato a 25 gradi, su stecca gessata per circa 20 giorni ma il tempo può variare a seconda del parere del medico e si ricorre alla chirurgia, soltanto se sussistono problemi di distacco delle inserzioni ossee.
Una complicazione che potrebbe sopravvenire, è una forte infiammazione cronica con conseguenti calcificazioni nettamente visibili attraverso la risonanza magnetica.

Cosa avviene durante la lesione del legamento collaterale laterale

Le lesioni del legamento collaterale laterale, sono assai più rare e si notano elementi come la lassità cioè una mobilità abnorme dell’arto.
Le precauzioni da prendere, sono le medesime della lesione del legamento collaterale mediale e una complicazione che potrebbe sopraggiungere, è una paralisi provvisoria del nervo sciatico che parte dalla testa del perone.

Cosa avviene durante la lesione del legamento crociato anteriore

La lesione del legamento crociato anteriore, avviene solitamente, per movimenti di torsione come spesso capita ai tennisti o ai giocatori di rugby che avvertono un “crack” durante la distorsione.
I traumatizzati avvertono forte dolore al tatto, la zona si gonfia e si rileva un aumento di temperatura nella zona colpita e naturalmente si forma del sangue nel ginocchio, che deve essere aspirato.
Non sempre, nella fase acuta della distorsione, si può fare una corretta diagnosi per la forte tumefazione quindi, lo specialista consiglia al paziente, di farsi visitare qualche giorno dopo il trauma e dopo essere stato a riposo in modo che la zona possa sgonfiarsi.
Questo legamento rotto, non si rigenera più perché la zona non è vascolarizzata e una volta passata la tumefazione ed il gonfiore, si può riprendere a camminare e a muoversi.
E’ importantissima però, una diagnosi corretta da parte dell’ortopedico che provvederà ad effettuare una manovra che prevede di evidenziare il danno e se la tibia scivola anche di un solo centimetro oltre il femore, vuol dire che il danneggiamento c’è stato.
Una Tac ed una risonanza magnetica, sapranno individuare meglio i danni e quindi poter avere una diagnosi più corretta.
La terapia è quasi sempre chirurgica e viene effettuata tramite un’artroscopia che non è invasiva e ricostruisce il legamento leso, attraverso i tendini dello stesso paziente che vengono da questi prelevati.
Il paziente, tramite questa tecnica, non incorre nel rischio di infezioni e in più, riuscirà ad avere una convalescenza più breve e funzionale.
Dopo tale operazione, occorre l’immobilizzazione del ginocchio per circa due settimane prima di poter ricominciare a svolgere le normali attività naturalmente prima con l’uso delle stampelle.
Un atleta, dopo questo tipo di intervento, può riprendere le sue attività sportive, dopo nove mesi mentre una persona che ha subito tale tipo di danno, può fare una pedalata in bicicletta, già dopo un mese.

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Cosa avviene durante la lesione del legamento crociato posteriore.

Tipica dei motociclisti o dei giocatori di football, la lesione del legamento crociato posteriore, è ben più rara ma possibile ed è una lesione antero-posteriore.
I sintomi sono simili alla lesione del legamento crociato anteriore ma la diagnosi è molto più complicata ed anche in questo caso, l’ortopedico dovrà praticare una manovra con il ginocchio flesso a 90 gradi.
Tale manovra, spinge la tibia posteriormente e poi va effettuata una risonanza magnetica che renderà corretta la diagnosi.
La terapia sarà quella dell’ artroscopia ma la riabilitazione sarà purtroppo molto lunga e abbastanza difficoltosa.

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