poliposi delle corde vocaliI polipi sono delle formazioni di carattere benigno caratterizzate da un piccolo peduncolo che, attecchendo sulle corde vocali, ne ostacolano la vibrazione impedendo la corretta fuoriuscita dei suoni. Possono essere causati da continue e ripetute sollecitazioni delle corde vocali che portano alla formazione di stati infiammatori, con il conseguente inspessimento dello strato più esterno, che diventa in questo modo calloso.

Una naturale predisposizione è stata notata nei soggetti fumatori, dato che il fumo attivo e passivo provoca una irritazione della laringe. Restare, anche per ragioni di lavoro, in ambienti saturi di polveri, gas e sostanze inalabili tossiche può portare ad una naturale predisposizione a questo tipo di problema.

Questo tipo di formazione è dovuta anche al fatto che le corde vocali sono dotate di poche terminazioni nervose per cui, anche se si infiammano in seguito ad uno sforzo, difficilmente si arriva ad avvertire dolore.

Per questa ragione è possibile che il soggetto possa di nuovo sollecitare ed affaticare questi organi così delicati ma allo stesso tempo così importanti. Se ad esempio un soggetto con le corde vocali infiammate si reca allo stadio, è molto probabile che urlerà per diverso tempo creando delle piccole emorragie a causa della rottura di piccoli capillari, per cui nelle ore o addirittura nei giorni seguenti può manifestarsi una persistente ed insolita raucedine, ma senza avvertire dolore: vuol dire potrebbe essersi formato un polipo.

Questo tipo di disfonia tende inoltre a peggiorare nel tempo, dato che le formazioni tendono ad ingrandirsi nel caso in cui il soggetto sottoponga ad ulteriori stress le proprie corde vocali.

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Esistono diversi tipi di polipi: i noduli sono ispessimenti del tessuto e quindi hanno carattere molto più consistente di un polipo gelatinoso, che invece si caratterizza per avere al suo interno del liquido piuttosto denso. Si parla di polipo ematico quando la nuova formazione ha del sangue al suo interno. Il problema, se sottovalutato, può portare addirittura a delle vere e proprie formazioni in cui le corde vocali non sono nemmeno più riconoscibili.

Tutti i tipi di raucedine o di anomalie alle corde vocali che durino per più di tre o quattro settimane, vanno assolutamente sottoposte ad un controllo rigoroso presso uno studio otorinolaringoiatrico. Le ipotesi da considerare sono il polipo, una neo-formazione maligna o una lesione della zona laringea. E’ necessario in questo caso sottoporsi ad una laringoscopia indiretta, così da verificare le mucose presenti nella laringe e lo stato di salute delle corde vocali. Lo specialista ricorrerà certamente, inoltre, ad una endoscopia così da confermare una eventuale diagnosi.

Per quanto riguarda le terapie che possono essere associate al problema, va innanzitutto considerata l’età della lesione. Se si tratta di una formazione molto recente, è possibile provare una cura farmacologica che permetta di effettuare un tentativo per far riassorbire le lesioni. Il paziente in questo caso dovrà rispettare il più assoluto riposo delle corde vocali così da evitarne nuovi traumi.

Se il trattamento a base di farmaci dovesse risultare fallimentare, trattandosi comunque di una formazione benigna, è necessario un intervento di microchirurgia per asportare il problema. Il consiglio degli specialisti è quello di ricorrere all’intervento il prima possibile. Le corde vocali infatti sono degli organi estremamente delicati, basta che siano anche leggermente compromesse per perdere l’elasticità che le caratterizza e non avere più la vibrazione originale.

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Se si interviene in tempi rapidi, il tumore benigno della laringe non comporta conseguenze ed il paziente riesce a recuperare completamente il timbro della propria voce anche abbastanza in fretta. Se invece si attende troppo, c’è il rischio che, per recuperare la voce, siano necessari molti mesi e addirittura vere e proprie terapie di rieducazione delle corde vocali.

La microlaringoscopia è un intervento molto delicato, ma, che attraverso le nuove tecnologie, permette di correggere e riparare eventuali lesioni dell’apparato laringeo. I nuovi strumenti ad altissima precisione, come laser e microscopi operatori, permettono di scongiurare eventuali complicazioni, che infatti risultano essere molto rare.

L’intervento viene eseguito in anestesia generale, al termine del quale il paziente dovrà rispettare diversi giorni di riposo per le proprie corde vocali e seguire le terapie prescritte dagli specialisti. Non c’è da preoccuparsi se nei giorni che seguono può esserci un abbassamento della voce: si tratta di una normale conseguenza dell’intervento, che ha comunque modificato il tipo di vibrazione prodotto dalle corde vocali.

La durata di questa sintomatologia varia in genere da paziente a paziente e dipende sostanzialmente anche dalla gravità del problema risolto con l’asportazione microchirurgica. Nei casi più gravi, è opportuno sapere che l’obiettivo dei medici, durante l’intervento, è non solo quello di scongiurare possibili variazioni della voce, ma soprattutto di evitare l’insorgere di patologie ben più gravi o di formazioni cancerose di carattere maligno.

Dovendo scegliere, i chirurghi potrebbero decidere di evitare di salvaguardare il benessere della voce, pur di eliminare eventuali forme maligne che metterebbero a rischio la vita del paziente. In seguito all’operazione viene applicata una terapia a base di analgesici che permettono di controllare il normale dolore che insorge a termine dell’oprazione. Il paziente potrà addirittura riprendere le attività lavorative dopo quindici giorni di riposo.

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