Stiramento muscolare Lo stiramento muscolare, chiamato anche elongazione, rappresenta una lesione di entità media che modifica il tono muscolare normale. Si trova a metà strada, a livello di gravità, tra lo strappo, che si verifica nel momento in cui si rompono delle fibre muscolari, e una semplice contrattura, che invece avviene con un permanente e involontario aumento del tono muscolare.

Particolarmente frequente nei soggetti che praticano sport, lo stiramento è provocato da un allungamento eccessivo delle fibre muscolari, che può verificarsi per motivi differenti: una non adeguata preparazione fisica, l’assenza di riscaldamento specifico, movimenti violenti e bruschi, ripetuti micro-traumi, problemi articolari, condizioni ambientali sfavorevoli, assenza di coordinazione, recupero non adeguato dopo uno sforzo atletico precedente, squilibri posturali, calzature non adatte, squilibri muscolari e infine un abbigliamento non consono all’attività che si sta praticando.

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Dal punto di vista fisiologico, ciascun muscolo dell’organismo umano è dotato di recettori che inviano informazioni al sistema nervoso centrale per quel che riguarda le proprie condizioni. I fusi neuromuscolari, nello specifico, trasmettono informazioni che concernono l’entità e la velocità dello stiramento.

Nel momento in cui un muscolo si stira, cioè si allunga in maniera eccessiva, si verifica un allungamento dei fusi, che sono collocati parallelamente alle fibre muscolari: ciò comporta il riflesso da stiramento, che provoca una contrazione muscolare improvvisa abbinata a un rilassamento contemporaneo del muscolo antagonista. Si tratta, in pratica, di un meccanismo che in condizioni normali consente di salvaguardare e proteggere la struttura muscolare, ma che in condizioni di affaticamento o in altre circostanze particolari può rivelarsi insufficiente, e pertanto espone il soggetto allo stiramento.

Dal punto di vista dei sintomi, l’elongazione provoca più dolore rispetto alla contrattura (in seguito alla quale si sente un dolore diffuso ma contenuto nell’intensità): un fastidio improvviso e acuto, conseguente allo spasmo muscolare, che comunque può essere sopportato senza particolari difficoltà e non impedisce di camminare o di proseguire l’attività. Chiaramente, se lo stiramento si verifica mentre si sta praticando un’attività sportiva e tale attività non viene interrotta, si corre il pericolo di rendere la situazione più grave (facendo sì che lo stiramento si trasformi in strappo). Per questo motivo è preferibile fermarsi non appena si avverte un dolore, anche se di entità lieve.

Per curare gli stiramenti muscolari, la sola terapia che si rivela completamente efficace è rappresentata dal riposo: bisogna, quindi, osservare un periodo di pausa non inferiore alle due settimane, anche per evitare il rischio di ricadute e recidive.
Nel momento in cui si pensa di aver subito uno stiramento, è opportuno mettere in pratica il cosiddetto protocollo Rice, necessario in presenza di lesioni acute: occorre, cioè, immobilizzare l’arto applicandovi sopra una borsa del ghiaccio o comunque un impacco freddo. Sarà bene, inoltre, applicare un bendaggio compressivo, per limitare eventuali sollecitazioni meccaniche.

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Dopodiché potrebbe rendersi necessario recarsi da uno specialista per una visita di controllo, dalla quale si potrà dedurre la necessità di proseguire con indagini diagnostiche ulteriori. Gli allenamento dovranno ricominciare con la massima gradualità, e naturalmente si dovrà prestare molta attenzione al riscaldamento. In alcuni casi potrebbe tornare utile il ricorso a medicinali, in particolare mio-rilassanti e farmaci anti-infiammatori utili per velocizzare la guarigione. I tempi di recupero, inoltre, possono essere accelerati da terapia fisiche come la tercarterapia, gli ultrasuoni e la Tens. Attenzione, invece, allo stretching, che sa da un lato può facilitare il recupero, dall’altro può danneggiare ulteriormente il muscolo: per questo motivo, almeno nei primi tempi, esercizi di questo tipo dovrebbero essere effettuati sotto la supervisione di una persona esperta.

Non tutti sanno, per altro, che gli stiramenti muscolari possono essere contrastati e prevenuti mettendo in atto pochi e semplici accorgimenti: in primo luogo, quando ci si accinge a svolgere attività fisica è sempre necessario effettuare un riscaldamento specifico per la muscolatura in abbinamento a un riscaldamento generale; è opportuno, inoltre, accertarsi di essere in grado di sostenere lo sforzo, e in particolare di essere in condizioni fisiche adeguate. Bisogna utilizzare abbigliamento specifico, specialmente nei mesi invernali quando ci si deve coprire bene, eventualmente impiegando pomate specifiche. Dopo aver verificato con attenzione le condizioni e la praticabilità del terreno, occorre svolgere esercizi di allungamento, finalizzati a migliorare la flessibilità e l’elasticità dei muscoli, non solo durante la fase preparatoria ma anche durante l’allenamento defaticante.

Pur rappresentando un tipo di infortunio di gravità relativa, l’elongazione muscolare non deve essere sottovalutata. In altre parole, è assolutamente vietato provare a velocizzare i tempi di recupero: se non si aspettano almeno due settimane prima di tornare a correre e a sforzarsi, il rischio di incappare in recidive è molto alto. Vale la pena di segnalare, in conclusione, che il massaggio, durante la fase acuta, si rivela una pratica sconsigliata perché rischia di peggiorare un già compromesso quadro clinico. Per verificare la guarigione completa dallo stiramento è sufficiente eseguire il test delle scale: se salendo i gradini non si prova alcun dolore, si è pronti per tornare gradualmente in pista.

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