ipnosiL’ipnosi è una tecnica esercitata da professionisti qualificati facendo leva sullo stato mentale di una persona che si integra nella psicoanalisi ed è utilizzata sia per la regressione in stato di trance,sia, in taluni casi, come condizionamento inconscio del comportamento. Il termine “ipnosi” deriva dal greco “hypnos” cioè sonno, ma è bene precisare che non ha nulla a che fare con il sonno in quanto durante l’ipnosi non ci si addormenta, bensì c’è uno stato di rilassamento vigile.Questo stato può essere definito in modo più preciso e realistico definendolo con i termini trance , condizionamento, suggestione, regressione.

L’utilizzo dell’ipnosi scientificamente studiata risale alla meta dell’800 ma pare ci siano tracce del suo utilizzo anche in tempi antichi, primi fra tutti gli Egizi dove era però intesa come una pratica magica, e in altre epoche ancora anche diabolica o trascendentale a seconda dei casi. In tempi più vicini a noi se ne è occupato primo fra tutti Milton Erickson illustre psichiatra,, ma anche Freud che poi l’ abbandò per dedicarsi alla psicoanalisi .Anche il suo allievo Jung portò avanti importanti studi.

L’ipnosi può essere anche esercitata come autoipnosi, la tecnica ovviamente si impara con il tempo, e al fine di facilitarla inizialmente viene utilizzata la voce registrata per poi arrivare a gestirla in autonomia.

Decidere di sottoporsi a ipnosi o ipnosi regressiva presuppone che sia chiaro l’obiettivo da raggiungere sia da parte dell’operatore che da parte del soggetto da analizzare, e sopratutto è importante che tra l’operatore e il soggetto si stabilisca un’atmosfera di fiducia e collaborazione per arrivare con il tempo all’obiettivo che ci si è prefissati.

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Ma in quali casi è utile l’ipnosi?

Bisogna ricordare principalmente che non tutti possono sottoporsi all’ipnosi in quanto circa il 20% dei soggetti sono refrattari. Non bisogna poi avere paura dell’ipnosi, anzi è un ‘esperienza estremamente benefica, sapendo ovviamente di affidarsi a professionisti seri. Bisogna distinguere quindi tra l’ipnosi a fini terapeutici e quella a fini esoterici o cosiddetti paranormali.

L’ipnosi per fini terapeutici è largamente utilizzata e può riguardare un percorso mirato all’indagine su conflitti irrisolti che si impiantano su avvenimenti che consciamente sembrano cancellati, ma che adeguatamente indagati possono palesarsi ed evidentemente risolvere il suddetto conflitto. E’ il caso della regressione temporale o di età dove il soggetto viene riportato in un preciso periodo della sua vita e assume il comportamento tipico dei quel momento evolutivo immergendosi completamente nella situazione che il terapeuta suggerisce.

L’ipnosi è anche utile a indagare su traumi infantili o in età adulta che il cervello, probabilmente per un atto primordiale di difesa, ripone in momentanee amnesie che possono essere indagate sciogliendo un nodo che può rispecchiarsi in un disagio comportamentale o emotivo della vita reale.

E’ comprensibile quindi che l’ipnosi ha trovato impiego per casi in cui è necessario intervenire sulla forza di volontà per situazioni in cui bisogna cambiare un comportamento deviante o dannoso per la salute come la cura per il tabagismo, la dipendenza da alcool e sostanze stupefacenti.

Nell’era contemporanea viene usata anche a scopi anestetici per esempio da medici odontoiatri come terapia contro il dolore, fino ad arrivare a patologie prettamente riguardanti l’ambito psichico per la cura di ansia, depressione, stati di panico o attacchi di iperventilazione, stati di apatia o iperattività, malattie somatiche, nonché una serie di fobie patologiche apparentemente immotivate ( per esempio aracnofobia, agorafobia, idrofobia, odinofobia, ecc).

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L’ipnosi è anche impiegata come azione coadiuvante per riacquistare un equilibrio psicofisico provato da malattie gravi, traumi, incidenti nel caso di persone particolarmente insicure, timide o intimorite, che hanno seri problemi a stabilire relazioni interpersonali. In tali casi l’operatore interviene in modo condizionante rispetto alle emozioni, alla percezione degli eventi modulando la reazione a un determinato stimolo.

L’induzione della reazione a uno stimolo non è solo di tipo emotivo ma può essere condizionata nella percezione corporea: al di là del controllo del dolore può essere indotta una reazione fisiologica in base a quanto “comanda” il terapeuta provocando quindi un riflesso condizionato che può perdurare anche una volta finito lo stato ipnotico. I cultori dell’ipnosi insomma possono spingersi in soggetti particolarmente predisposti ad attivare risorse psichiche per condizionare positivamente l’intera vita di un soggetto, grazie a un processo introspettivo che risolve nella maggior parte dei casi tutti i nodi venuti a creare nel corso della vita e che la influenzano a volte in modo incontrollato o spiacevole.

Tuttavia questo non significa che attraverso l’ipnosi si possa trasformare un soggetto fino a fargli compiere qualsiasi azione in quanto il “comportamento suggerito” si ferma davanti al senso etico e morale e quindi alla coscienza dell’ipnotizzato.

Sulla pratica dell’ipnosi gli studiosi hanno pareri discordanti, tanto è vero che si sono scatenate forti critiche sull’effettiva utilità e veridicità. La tesi contraria sostiene che quello che succede durante l’ipnosi è solo il riflesso del condizionamento esercitato dal terapeuta e i ricordi sono non veritieri e tendono ad attingere i contenuti dalla fantasia o dall’immaginazione del soggetto analizzato.

Nel mondo del paranormale l’ipnosi è applicata nell’indagine sulle vite precedenti della persona interessata, dove la stessa racconta un vissuto di una determinata epoca dove viveva, e che pertanto può essere indagata e riportata alla luce.
Nell’immaginario collettivo l’ipnosi è stata spesso spettacolarizzandola con ipnotizzatori di professione che mandavano in trance gli avventori solo con sguardo.

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