La lunghezza del pene

Lunghezza del pene

Molti uomini si domandano se le misure del proprio pene siano adeguate per ottenere rapporti sessuali proficui e soddisfacenti sia per lui che per lei. Così capita spesso che, nell’intenzione di quantificare il volume e la lunghezza del proprio pene per commisurarlo a certi modelli predominanti, l’uomo non sappia da dove cominciare.
In questo articolo vedremo quali sono i dati statistici principali tratti dai principali studi nel settore e le modalità più corrette per un’adeguata misurazione del pene.

Cenni generali

Il problema della misurazione e della conformazione del pene ha spesso incuriosito, se non addirittura preoccupato, l’uomo; autostima e ataviche volontà di predominio, nonché l’idea di impressionare una donna, sono questioni che stanno alla radice di questo cruccio che a volte può trasformarsi in vere e proprie ossessioni sistematiche. Sì, perché spesso accade che si associ la lunghezza del pene con la qualità delle prestazioni erotiche o con la possibilità di essere più o meno fecondi.
D’altro canto, da che mondo è mondo, fior fiore di culture anche e soprattutto antiche hanno messo in risalto alcune qualità formali che andavano a definire una sorta di modello di bellezza per eccellenza: un pene eretto, turgido, talvolta totemico, a dimostrazione di una sorta di eroismo implicito altrimenti inesistente.
Questo modello, qui più slavato e là più marcato, ha imposto nell’immaginario collettivo l’idea che a un pene conformato secondo alcuni standard corrispondessero in modo direttamente proporzionale spiccate doti fisiche: forza, fertilità, capacità di donare godimento alla partner.
Per questo motivo, pressoché in ogni cultura, sia per lui che per lei possedere un sesso il più simile possibile al modello predominante (sempre ineccepibilmente “perfetto”) ha rivestito un ruolo importantissimo.
Va da sé che questo tipo di problematiche sorgeva allorché la civiltà affrontava un momento di particolare benessere collettivo; momenti, cioè, in cui – per farla breve – non era di fondamentale importanza procurarsi il pane né per sé, né per la propria – diciamo così – tribù. Immaginate cosa sarebbe accaduto se un uomo, nel pieno della magrezza propria e altrui, in una comunità intrisa di stenti, a un certo punto si fosse lamentato della dimensione del proprio pene?

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Nel mondo di oggi (o sarebbe meglio dire “dell’altro ieri”, visto il periodo di recessione), invece, questa problematica sta via via lambendo un numero sempre più considerevole di individui. La radice di questa strana faccenda affonda in terreni diversi ma complementari. Da una parte c’è, chiaramente, il benessere e l’imposizione di modelli che da esso scaturiscono. Dall’altra, tuttavia, troviamo anche il rinnovato ruolo che la donna ricopre nella nuova società. Sì, perché l’immagine della casalinga devota tutta casa e chiesa non corrisponde più alla donna dinamica, forte, sicura di oggi. Così accade che l’uomo, pur di offrire qualcosa alla propria partner che ella non possa già provvedere a procurarsi, intende conformarsi a un’idea di forza e potere che però, a quanto pare, fa emergere problemi non da poco (ansie e dubbi di ogni tipo).

Per questo motivo, una buona parte dell’interesse collettivo si è concentrato intorno a questi argomenti: trasversalmente, longitudinalmente, verticalmente. Ognuno ha portato contributi, studi di settore e statistiche di ogni tipo.
L’Università di Pittsburgh, Pensilvania, ha recentemente rilevato che quasi il 30% degli uomini considera il proprio pene più piccolo rispetto alla norma (quale sia questa norma, non è specificato). Un’altra ricerca piuttosto stimolante condotta in Canada, afferma che ben il 90% degli individui sottoposti a questionario hanno smesso di preoccuparsi delle dimensioni del proprio pene dopo averne compreso in termini esatti le modalità di misurazione. Questo, naturalmente, la dice lunga.

Come misurare il pene

Anzitutto occorre sottolineare che la lunghezza del pene a riposo o in erezione varia a seconda di alcune variabili anche di tipo emotivo. Tuttavia, il modo migliore per ottenere una misurazione precisa del pene a riposo è quello di prendere un metro da sarto e posizionarlo laddove il pene incontra l’addome. Il consiglio, in questo caso, è quello di effettuare la misurazione immediatamente dopo essersi spogliati, per evitare che il sesso si ritiri per via del freddo.

Misurare il proprio pene durante la fase di erezione è praticamente identico: posizionate il metro alla base del pene e guardate dove si ferma la sua punta.

Statisticamente, un pene allo stato flaccido è lungo circa 9 centimetri, mentre (sempre “statisticamente”) durante la fase di erezione raggiunge i 13 centimetri, sebbene la lunghezza che ricorre con più frequenza si attesti intorno ai 15-16 centimetri.

Fra le altre dimensioni cosiddette importanti, ne esistono naturalmente altre e più particolari sebbene ugualmente quantificabili. Fra queste, la larghezza del pene e l’angolo di erezione.
All’interno di un range che va dai novanta gradi ai centottanta, la media statistica attesta che l’angolo di erezione si aggira intorno ai 110 gradi.

Gli esperti del settore, ad ogni modo, suggeriscono caldamente di non risentirsi troppo qualora le dimensioni del proprio pene non siano vicine alla media: i rapporti sessuali possono essere ugualmente soddisfacenti per lui e per lei con una buona pratica, esercizio, affiatamento e qualche piccolo trucchetto (frequenza di sfregamento, posizioni classiche o estroverse, luoghi mentali o fisici). Conoscere il proprio partner è di fondamentale importanza; amare se stessi pure.
Quindi, tutto sommato, la massima che la dice lunga recita: gettate i righelli e pensate a godere! Come a dire: “chi vuol esser lieto sia. Del doman non v’è certezza”

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