yogaORIGINI

La parola “yoga” deriva dal sanscrito “yuga” e significa laccio, legame. Scopo quindi è creare un legame basato sulla consapevolezza tra sé e l’universo.
Risalire alle origini temporali non è semplice e vi sono diverse linee di pensiero, ma tutte legano le stesse al mito del dio Shiva. I primi segni di questa pratica vengono collocati a molti secoli prima di Cristo in India e in particolare a civiltà stanziate lungo le rive del fiume Indo. Si tratterebbe di riti legati allo yoga tantrico e alla forza riproduttrice femminile.

La leggenda vuole che mentre il dio Shiva insegnava i segreti dello yoga alla sua sposa, un pesce ascoltò e quando fu scoperto il dio lo allontanò e lui a nuoto raggiunse la riva opposta, durante il percorso mise a frutto ciò che aveva imparato. Arrivato alla terraferma si trasformò in uomo e per ringraziare il popolo che lo aveva accolto trasmise ad essi i segreti dello yoga.

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Parlare di yoga o provare a sintetizzare i principi non è cosa facile perché con il tempo sono nate varie scuole di pensiero e varie tecniche anche molto diverse. La base di tutte è però la meditazione per raggiungere vari fini che comunque mirano al benessere della persona e all’equilibrio tra mente e corpo. I punti centrali sono la meditazione e le posizioni di equilibrio che il corpo deve assumere per aiutare i flussi di energia a canalizzarsi. Non si tratta comunque di una pratica religiosa.

Varie sono le linee di pensiero tra chi pratica o insegna yoga, ma tutte hanno come comune denominatore la conoscenza di se stesso.

LE BASI DELLO YOGA

Lo yoga può essere diviso in varie linee di pensiero che in seguito saranno indicate in modo sintetico, ma tutte prevedono un percorso da seguire per arrivare allo scopo prefissato.
Otto sono le tappe fondamentali per raggiungere l’illuminazione, le stesse possono essere considerate tappe per risalire il monte e raggiungere così la vetta. Eccole in sintesi.
1) Allontanare dalla mente i pensieri negativi e immorali, come furto, omicidio, tradimento;
2) fuga dai vizi come la lussuria;
3) mantenere le posizioni per aprirsi alla meditazione;
4) tecnica di respirazione psichica e ritmica per riappropriarsi di un elemento così istintivo come il respiro;
5) eliminare gli elementi esterni che turbano la concentrazione;
6) dominare la mente liberandola dai desideri, emozioni, sensi;
7) la settima tappa è la meditazione Dhyana che favorisce la capacità di concentrarsi a lungo su un oggetto o sul vuoto allontanando ogni altro pensiero;
8) ultima tappa della meditazione yoga è quella dell’estasi, a questo punto si è arrivati in cima e l’anima si ricongiunge con l’anima universale.
In occidente lo yoga si è diviso in vari rami e i più importanti, seguiti dai vari maestri sono 4.
1) Bhakty yoga o yoga del devoto. Chi pratica questa disciplina abbandona la propria individualità in favore di un’entità superiore da ringraziare per ogni dono, che sia cattiva o buona sorte. Il devoto si abbandona completamente nelle mani della divinità;
2) Jnana Yoga. Può essere considerato un ramo opposto rispetto al precedente, qui al centro non c’è una divinità ma c’è l’IO. Nella meditazione quindi il percorso porta ad eliminare tutto ciò che è altro rispetto all’io, anche per questo tale ramo viene definito “yoga della discriminazione”;
3) il sentiero Karma yoga è legato al mondo del lavoro. Chi pratica questo sentiero non pone l’attenzione sul risultato economico del lavoro, ma sul lavoro stesso cercando di farlo al meglio e mettendo concentrazione ed energie sul risultato del lavoro, sulla produttività;
4) Hatha yoga. è di sicuro il più conosciuto e praticato in occidente, la concentrazione è sull’energia che ognuno possiede e che deve essere incanalata e portata dalla zona genitale in cui risiede fino alla testa.

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TECNICA DELLO YOGA

La prima cosa fondamentale nello yoga è la meditazione, questa però non è una meditazione su un particolare problema ma è meditazione su un qualcosa di grossolano o sul pensiero per arrivare alla consapevolezza. La tecnica base e forse anche la più nota è il sedersi con le gambe incrociate, rilassare il corpo e meditare.Ma su cosa? varie sono le possibilità, forzare il pensiero per non pensare è una delle tante, è una tecnica che richiede molto autocontrollo prevede che si riesca a dominare la mente al punto di svuotarla. Una seconda possibilità che facilita il percorso è concentrarsi sulla respirazione, infatti contando i respiri può risultare facile svuotare la mente da altro. Per lasciar vagare la mente senza influenze esterne si può anche associare un suono alla respirazione e associare mentalmente la parola “hong” all’inspirazione e “so” all’espirazione. Potete anche pronunciare questi suoni per evitare di perdere la concentrazione.

Quella descritta è la tecnica base, ma centinaia possono essere le posizioni da assumere alcune anche molto complicate che richiedono del tempo per essere acquisite.

Come visto, nodo centrale di questa tecnica è la respirazione, nodo centrale anche nella vita visto che si può resistere giorni senza mangiare o bere ma non si può smettere di respirare e respirare bene è un obiettivo che tutti dovrebbero avere. I ritmi frenetici e l’inquinamento hanno però portato respirare male e proprio per questo con lo yoga occorre imparare a respirare di nuovo riempendo i polmoni di aria completamente e rilassando il respiro per rilassare la mente.

Come detto le posizioni sono centinaia e alcune molto complicate richiedono una preparazione particolare e una certa flessibilità nella muscolatura e nelle articolazioni, proprio per questo può essere utile l’aiuto di un maestro.

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